Con la crescita eccezionale della domanda di prodotti di sicurezza si è visto nascere la necessità di stabilire precise norme tecniche in grado di dimostrare, secondo i criteri oggettivi e universali, il reale livello di sicurezza del prodotto.
I test di prova, da realizzare in forma riproducibile per tutti i costruttori, sono lo strumento fondamentale per garantire la qualità che il produttore ha il dovere di dare al consumatore.
Così è stata introdotta la norma europea UNI ENV 1627/30:2000.

La normativa europea è costituita da quattro norme: UNI ENV 1627, UNI ENV 1628, UNI ENV 1629, UNI ENV 1630, che definiscono per le chiusure antieffrazione, la classificazione, i requisiti e i metodi di prova. I prodotti che si intendono classificare e commercializzare in base a tale normativa, devono superare una “prova tipo”, o prova del prototipo ingegnerizzato, presso un Istituto di prova.

La norma richiede che il campione sia sottoposto per la sua qualificazione a tre tipi di prove per la resistenza.
  • Sotto carico statico
  • Sotto carico dinamico
  • Sotto attacco manuale
Solo i campioni che hanno superato positivamente tutte queste prove possono essere definiti certificati ed assumere una delle sei classi in cui le prime 4 si riferiscono agli ambienti civili e privati.
Il tempo di resistenza del campione sottoposto a prova e la tipologia degli strumenti utilizzati durante l’effrazione sono definiti in base alla classe di resistenza che il prodotto intende raggiungere.
E’ importante sottolineare che il tempo operativo di prova è estremamente lungo, in riferimento alla situazione reale di scasso.


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